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IN ARRIVO IL CARNEVALE RESIANO

IN ARRIVO IL CARNEVALE RESIANO

OIMEEE PUSTOOOO!!

È alle porte il Pust/carnevale Resiano, uno dei momenti che meglio caratterizza la Val Resia.

Pust 2016

Il periodo della festa avrà una durata di 5 giorni ricchi di eventi ed attività. Si inizia sabato 6 febbraio alle ore 20.30 con musiche e balli resiani presso il Salone dell’Associazione Sangiorgina e l’Osteria alla Speranza a S.Giorgio.

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Carnevale

Il Carnevale in Val Resia è una delle manifestazioni più importanti della comunità locale che riesce ancora oggi a coinvolgere giovani e meno giovani.
Attualmente, in forma organizzata, si svolge nella sola frazione di S.Giorgio/Bila. Non mancano però eventi spontanei in altre fazioni. In passato, potremmo dire fino agli anni Settanta, il Carnevale si svolgeva nelle singole frazioni. Il calo della popolazione soprattutto giovanile e la mancanza di spazi adeguati ha portato ad un costante concentramento della manifestazione nella frazione di S.Giorgio dove appunto ancora oggi si svolge.

11_PUSTAWA NEDEJA_CHRISTIAN MADOTTO1

Il Carnevale inizia, generalmente, negli ultimi giorni, il giovedì grasso (Jojba Grasa) il sabato sera, la domenica (Püstawa nadëja), il lunedì, il martedì (TeVlïki Püst) e il mercoledì delle ceneri (Te din na pëpël)).
In passato la festività dell’Epifania (Pernahti) dava inizio ai festeggiamenti carnevaleschi.
Naturalmente a quei tempi c’era molta più gente, gli uomini che emigravano erano a casa per trascorrervi i mesi invernali ed i divertimenti nascevano solo all’interno della comunità, quindi con la partecipazione attiva dei paesani. Perciò il periodo che andava dall’Epifania al Mercoledì delle Ceneri era costellato da eventi carnevaleschi che spontaneamente si organizzavano nei vari paesi. Col tempo queste ed altre condizioni venute a mancare hanno influenzato questa tradizione concentrandola, come già detto, negli ultimi giorni.
L’elemento fondamentale del Carnevale è rappresentato dalla danza eseguita con i tipici strumenti musicali resiani, la cïtira [ zitira] (violino) e la bünkula (violoncello). Le danze si protraggono per ore ed ore, nelle osterie e negli spazi predisposti per i festeggiamenti. Si balla, tempo permettendo, anche all’esterno, in particolare domenica pomeriggio.
Le danze, un tempo, quando le maschere brutte facevano il giro delle case in paese, venivano effettuate anche nelle abitazioni, portando una ventata di allegria.
Attualmente si svolge nel salone delle ex-scuole di S.Giorgio ove ha sede l’associazione Sangiorgina che, tra le sue attività, organizza anche il Carnevale. Si può però estendere anche alla vicina osteria. Domenica pomeriggio, tempo permettendo, le danze si svolgono in piazza dove il Carnevale si conclude, il Mercoledì delle Ceneri, con il rogo del fantoccio, segnando così la fine di un ciclo per ricominciarne uno nuovo, si spera, più prospero.

13_CAPPELLO LIPA BILA CON FAZZOLETTI_CHRISTIAN MADOTTO1

Le maschere
Le maschere tradizionali del Carnevale resiano sono di due tipi: te lipe bile maškire, le belle maschere bianche, le più conosciute perché sono presentate anche nelle esibizioni del Gruppo Folkloristico Val Resia ed i babaci/kukaci [babazi / kukazi], le maschere brutte.
Accanto a queste maschere, soprattutto nei tempi recenti, si possono vedere anche quelle più moderne o, il Mercoledì delle Ceneri, quelle rappresentanti il clero od altre personalità.
Te lipe bile maškire sono maschere composte da una o più gonne bianche ornate da merletti e nastri. Le gonne sono generalmente tre con le seguenti altezze: la più lunga arriva ai piedi, la seconda più corta arriva a metà polpaccio e la terza al ginocchio. Se è una può avere i pizzi e nastri che la fanno sembrare composta da tre gonne. La camicia è bianca anch’essa può essere adornata da merletti o piegholine. Attorno alla gonna e sulla camicia ci sono dei nastri colorati; le scarpe sono chiare così come le calze.
Come copricapo le maschere si completano con un bel cappello alto adorno di fiori di carta colorata e piccoli sonagli. In mano le maschere possono avere fazzoletti e campanelli che suonano mentre ballano.

Christian Madotto - Lipe Bile Maskire1

Generalmente sono le donne che si vestono così e, in passato, dovevano essere solo quelle giovani e non ancora sposate.
Se sono gli uomini a portare questo costume l’elemento più evidente di differenza è rappresentato dal cappello più basso rispetto a quello femminile. Il nome della maschera maschile è maškarun. Queste maschere venivano confezionate per tempo dalle ragazze le cui famiglie avevano una certa disponibilità economica. Non tutti potevano permetterselo.

15_MERCOLEDI DELLE CENERI_CHRISTIAN MADOTTO1

I babaci/kukaci [babazi/kukazi] sono molto più semplici e non richiedono particolare cura e attenzione nel confezionamento. E’ sufficiente vestirsi camuffandosi, con abiti vecchi o semplicemente mettere la giacca a rovescio oppure una vecchia vestaglia. Qui la fantasia può spaziare. Il viso può anche essere sporcato con fuliggine o con carboncino oppure coperto. Questi due tipi di maschere sono ancora presenti negli attuali carnevali.
Una certa riscoperta e valorizzazione delle belle maschere bianche è avvenuta negli ultimi anni e non è difficile ammirarle la domenica di Carnevale in piazza.

17_ROGO BABAZ_CHRISTIAN MADOTTO1In passato vestiti da babaci/kukaci [babazi/kukazi] si faceva visita nelle case. A portare il gruppo era, di regola, una persona non mascherata che, bussando sulla porta di casa, chiedeva il permesso di entrare con il gruppo mascherato. Se la risposta era positiva il gruppo entrava, faceva qualche danza e poi proseguiva la visita nelle altre case. Si potevano fare anche delle scene mimiche per non far trasparire la propria identità a proprietari della casa incuriositi.

testo a cura di Luigia Negro