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Storia

DibattitoMuseoArrotini034La Storia
di Giovanni Rotta

I Resiani sono una popolazione isolata di antico ceppo slavo. Mancano reperti archeologici certi, o d’altra natura, tali da offrire un’indicazione sulla datazione dell’insediamento slavo nella valle. Resia è citata nel testamento del Conte Cacellino che verso il XI Sec. d.C. lasciava a Federico, Patriarca di Aquileia, i beni allodiali del Friuli e della Carinzia (regione della vicina Austria) nei cui confini era compreso anche il sartum montem. Al riguardo, è stato osservato come il significato medievale di mons si riferisca ad una malga esistente sul Monte Sart e quindi della possibilità che esistesse a fondo valle un insediamento di carattere stabile. E’ quindi accettato il VI, VII Sec. d.C. anche per i Resiani quale riferimento più generale agli stanziamenti di popolazioni, appartenenti al ramo meridionale degli Slavi, nell’arco Alpino e Prealpino Orientale.

Invece, rinvenimenti archeologici romani e preromani nella vicina Resiutta vi testimoniano la presenza di un insediamento antecedente al VI Sec. d.C. mentre si fa menzione di un documento secondo il quale a Prato, nel 1098, esisteva una cappella dedicata alla Madonna. Dopo il loro insediamento, i Resiani seguirono le vicende storiche legate al Friuli, fino ai nostri giorni.

I Resiani, secondo il linguista polacco Baudouin de Courtenay che li studiò a fondo nella seconda metà dell’800, ‘ dovevano provenire da diverse tribù con diversi dialettii’ e offriva la seguente classificazione dei principali, sottolineando l’importanza di questo fatto anche sotto il profilo etnografico: 1) di Lipovaz – San Giorgio; 2) di Gniva; 3) di Stolvizza; 4) di Oseacco 5) Uccea. Resta d’indubbio interesse, sotto il profilo demografico e antropologico, la tipologia della popolazione resiana suggerita dalle varietà delle parlate e che, comunque, testimoniano per Resia la presenza di una situazione di accentuato isolamento e di forti localismi interni. Tale situazione di isolamento è stata confermata, fino a tempi recentissimi, dalle recenti indagini storico-demografiche eseguite sui registri di matrimonio per il periodo 1745 – 1905 (G. Rotta, 1987, 1988).

Si hanno ancora notizie su una suddivisione nei quattro territori di Gniva, Oseacco, San Giorgio e Stolvizza, definiti vuoi ora come pertinenze vuoi come ville o come comuni. Il Loschi cita il documento nel quale si elencano i quattro vassalli di Resia che nel 1336 prestarono giuramento di fedeltà all’Abate Ghiberto della vicina Moggio Udinese. Tale distinzione la ritroviamo nella descrizione della carta geografica del 1672 nella quale il Cancelliere di Moggio, Bernardino Nodaro, dava una descrizione dei confini delle quattro pertinenze. Quattro Comuni le ritroviamo aggregate a quella di San Giorgio, indicata nella descrizione della carta viaria di Resia del 1808 come capo-luogo. Da quadri d’insieme del Catasto del 1851, rileviamo ancora una suddivisione in territori. L’espansione degli insediamenti e delle aree di pertinenza resiane all’interno della valle fu caratterizzata da numerose liti che scoppiarono non solo fra gli stessi Comuni resiani, ma anche con gli abitanti della vicina Resiutta che vantavano diritti di pascolo sulle pendici del Monte Canin e in Planinizza, a ridosso dei Monti Musi, di cui si hanno notizie fin dalla seconda metà del XIV Sec.

Recenti indagini antropologico fisiche eseguite sulle popolazioni resiane (Corrain e Capitanio, 1987) hanno consentito, attraverso l’esame della distribuzione di diversi fenotipi ematologici, di accertare le caratteristiche genetiche delle quattro popolazioni anche attraverso confronti con le altre popolazioni, in particolare quelle dell’Europa centro orientale che risultarono negativi. Dai risultati dell’indagine è invece emerso come un’inattesa omogeneità interna consente di considerare valida la proposta di un comportamento medio della valle agli effetti dei vari confronti con l’esterno. Per questi confronti gli abitanti della valle vanno a costituire un isolato genetico quasi da manuale. Ciò non toglie che si verifichino, all’interno della valle, diversità distributive anche significative: a conferma d’una divisione in 4 gruppi di località su basi storiche e demografiche.’ I due Autori, rilevavano inoltre di come ‘ si fanno tuttora sentire gli effetti delle poche famiglie iniziali fondatrici…’ Grazie all’interdisciplinarietà dell’osservazione della realtà resiana, lo scenario oggi più verosimile sull’origine dello stanziamento è quello di poche famiglie iniziali, forse una ventina, alcune, probabilmente, già fra loro imparentate, che si distribuirono nei vari villaggi della valle. L’isolamento successivo ha mantenuto nei secoli il patrimonio genetico dei fondatori. Si tratta di una situazione genetica ormai rarissima a trovarsi in Europa. Resia, come si è accennato, molto probabilmente nel VI VII Sec. d. C. era già abitata; in tal senso, un forte indizio ce lo offre ancora una volta la genetica; la presenza solo nella popolazione di Oseacco del raro complesso, in Europa, ccDee. Un’elevata incidenza di tale complesso è stata rilevata anche nella vicina Resiutta. Al riguardo, suggeriscono gli Autori: ‘quasi tutta la gente è venuta da là o là si è fermata, se pure non si tratti di un più antico substrato.’

Biografia di Giovanni Rotta

è nato a Gniva di Resia nel 1953. Ha lavorato presso il Municipio con l’ incarico di responsabile dei servizi demografici. È Membro della Società Italiana di Demografia Storica. Ha introdotto l’Antropologia italiana in Egeo e nell’Isola di Creta. Per questa attività di promozione e di ricerca, è stato nominato Membro della Società Italiana di Antropologia e Etnologia di Firenze. I risultati delle sue ricerche sono stati pubblicati su riviste scientifiche a livello nazionale e internazionale.
Grazie al suo interessamento presso le università di Chicago, la Columbia University di New York e quella olandese di Leida, è riuscito ad attrarre in Resia l’interesse scientifico dei più autorevoli ricercatori e studiosi al mondo di lingue e dialettologia slava.
E’ stato Presidente di Consiglio di Circolo Didattico, Presidente di Consiglio d’Istituto e Membro di Giunta del Consiglio Scolastico distrettuale. Ha ricoperto l’incarico di Giudice Conciliatore nella Magistratura Onoraria.

sito Proloco Val Resia